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Pubblicato il: 27-01-2010

Carlo Rienzi, perché ci delude questa class action

Editoriale: Carlo Rienzi, perché ci delude questa class action
Dopo l’entrata in vigore della class action con il decreto legge 198 del 2009, il Codacons - Coordinamento delle associazioni per la difesa dell'ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori - ha notificato le prime tre azioni collettive contro la PA. I ricorsi riguardano tre settori chiave per i cittadini: la salute, la scuola e la sicurezza. La prima causa è contro lo spreco dei troppi vaccini acquistati contro l'influenza A, la seconda contro il sovraffollamento delle classi e la terza per la messa in sicurezza delle zone a rischio frana del territorio italiano. Ma l’associazione dei consumatori ha ancora molte riserve sul provvedimento adottato, in particolare sui contenuti dell’art 4. Per questo abbiamo chiesto a Carlo Rienzi, presidente Codacons, di spiegarci le motivazioni di questa posizione critica.


La class action contro la Pubblica Amministrazione introdotta nel nostro paese è stata una grande delusione per i cittadini. Distante anni luce dal modello americano e nord europeo, quella che sulla carta dovrebbe essere un’azione risarcitoria collettiva, nella realtà si traduce in meno di un rimprovero verso quei ministeri, enti e organi pubblici che col loro comportamento hanno danneggiato migliaia di cittadini.

Innanzitutto va specificato che la class action contro la Pubblica Amministrazione non è ancora entrata in vigore in Italia, almeno per quanto riguarda i concessionari di servizi pubblici (società che gestiscono luce, gas, acqua, riscossioni crediti, ecc.). In tali settori, infatti, si attendono i decreti attuativi che stabiliscano gli standard qualitativi cui i concessionari devono attendersi. In parole povere, a nostro parere, non se ne farà niente.

Occorre poi dire che l’azione collettiva contro la P.A. non prevede alcun risarcimento a carico degli enti colpevoli, ma solo un riconoscimento delle loro responsabilità. Come dire, un rimprovero o al massimo uno scappellotto dietro la testa. Ossia il nulla. Motivo per cui la P.A. in molti casi continuerà a comportarsi come prima (cioè male) e per gli utenti non vi sarà alcun vantaggio concreto né miglioramenti nella fornitura di servizi. Ma il Codacons chiederà comunque un risarcimento sulla base della legge sui TAR aggirando così il tentativo del ministro Brunetta di darci uno strumento assolutamente inutile.

In ogni caso, attenendoci alle parti della legge al momento utilizzabili, abbiamo avviato le prime tre azioni contro ministeri ed enti pubblici, relative a sicurezza, scuole e salute.

La prima class action riguarda alcuni comuni italiani che secondo le autorità di settore sarebbero a rischio frana, ma per i quali non è stato adottato alcun provvedimento finalizzato mettere in sicurezza il territorio e garantire la salute di chi vi abita.

La seconda azione tocca invece il problema delle scuole sovraffollate, nelle quali le classi superano il numero di 25 alunni previsto dalle norme vigenti, violando i requisiti di spazio minimo per studente.

L’ultima azione riguarda infine lo spreco di milioni di euro compiuto dal Governo per l’acquisto di vaccini contro l’influenza A. Come noto, la paventata pandemia non c’è stata e solo una minima parte di vaccini è stata utilizzata, concretizzando un enorme spreco di denaro pubblico e un immenso regalo alle case farmaceutiche, che dal virus H1N1 hanno ricavato enormi benefici.

Invito tutti i lettori a visitare il blog www.carlorienzi.it dove è possibile non solo aderire alle azioni collettive promosse dal Codacons e trovare tutti i dettagli delle prime class action italiane, ma anche segnalare eventuali azioni risarcitorie da portare avanti nell’interesse dei cittadini.  

Carlo Rienzi, presidente Codacons


- il sito di Codacons
- la prima class action contro le banche
- i dettagli delle tre class action su salute, scuola e sicurezza
- il blog www.carlorienzi.it
- il Decreto legislativo 20 dicembre 2009, n. 198 (Attuazione dell'articolo 4 della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ricorso per l'efficienza delle amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici)




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