Pubblicato il: 25-01-2010
Università, istituzioni, privati: quando c’è sinergia, senso del bene comune e della donazione, della condivisione delle risorse con i cittadini; quando questi ingredienti si incontrano (e non accade spesso) possono nascere grandi progetti. In tutti i campi. E in questa fase l’arte contemporanea gode da questa prospettiva di un momento d’oro. Mentre c’è attesa per l’inaugurazione del
Maxxi (la struttura di
Zaha Hadid dovrebbe essere pronta a fine maggio), mentre divampano le
polemiche nel carosello delle nomine e degli incarichi (che dalla Biennale di Venezia allo stesso Maxxi hanno al centro la figura di Vittorio Sgarbi), due eventi-esposizioni di grande rilievo internazionale, hanno avuto il merito di rilanciare il dibattito sull’arte contemporanea in Italia, catalizzando l’attenzione di critici e appassionati.
NOVE100. Il CSAC mostra al pubblico il suo patrimonio
L’Università di Parma ha aperto al pubblico il suo il Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell'Università - il CSAC e ne è uscito un tesoro di grandi artisti della scena contemporanea italiana e straniera, in tutti i campi, dall’arte al design, dalla moda all’architettura: Schifano, Burri, Boetti, Fabro, Ceroli, Guttuso, Fontana, Sironi; i fotografi Man Ray, Jodice, Ghirri, Giacomelli; gli stilisti Armani, Versace, Ferré, Krizia; gli architetti Ponti, Nervi, Scarpa, Gardella.
Questi solo alcuni dei
nomi esposti a
"Nove100, Arte, Fotografia, Architettura, Moda, Design". La mostra raccoglie 1200 opere che hanno fatto la storia dell'arte del Novecento fino ai nostri giorni. Una selezione difficile, all'interno di una raccolta in continuo divenire, un patrimonio di Parma che per la prima volta viene presentato al grande pubblico, grazie alla collaborazione tra il
Comune e l’
Università degli Studi.
Un aspetto importante di questa collezione è che nasce da un
senso pubblico dell’opera d’arte, costruita nel tempo da
collezionisti che possedevano capolavori e hanno pensato di donarli a delle istituzioni pubbliche, e dagli
artisti stessi che hanno scelto di lasciare all’archivio le loro opere. Donazioni che hanno portato al patrimonio immenso di
più di 12 milioni di opere: la
Collezione Infinita come è stata evocativamente battezzata. Il merito di farla uscire allo scoperto va tutto al prof.
Arturo Carlo Quintavalle e a
Gloria Bianchino, attuale direttrice del CSAC, che per la mostra ne hanno selezionate oltre mille. Sul sito di
Nove100 è possibile ammirarne molte.
La location poi non è secondaria, dislocata in
quattro spazi espositivi. L’evento ha inaugurato il nuovo prestigioso
Palazzo del Governatore, che dopo il restauro sarà spazio interamente dedicato all'arte moderna e contemporanea. Qui sarà ospitata la sezione "Arte e Fotografia" mentre nelle altre due sedi,
Galleria San Ludovico e
Scuderie della Pilotta, trovano collocazione le sezioni "Moda" e "Architettura e Design". Un'altra piccola sezione della mostra con opere di grande formato è allestita alla
Camera di Commercio. La città, quindi, è diventata quasi cornice dell’intera mostra.
Arte Povera, i musei del contemporaneo fanno rete
Ancora più fitta la rete che si è creata attorno ad
Arte Povera, il progetto presentato alla
Triennale di Milano come nucleo di una grande esposizione trasversale programmata in cinque delle più importanti istituzioni museali italiani del contemporaneo: la
Venaria Reale a Torino, il
Maxxi di Roma, il
MaDRE di Napoli, il
MAMbo di Bologna e la
Triennale di Milano appunto.
La grande mostra-evento sarà curata dal critico
Germano Celant, aprirà al pubblico il
17 marzo a Torino nell’ex spazio industriale Org – Officine Grandi riparazioni e alla Venaria Reale. Traccerà un percorso di questo movimento nel tempo, dal momento della nascita, nel 1967, fino ai giorni nostri, ridando vita al suo significato, proprio ospitandone i lavori più rappresentativi in situazioni ambientali e architettoniche diverse in tutta Italia.
Tra gli
artisti ci sono nomi come Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Mario Merz e Marisa Merz, Pino Pascali, Giulio Paolini, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Emilio Prini e Gilberto Zorio. Protagonisti di un movimento che secondo il curatore hanno fatto conoscere l’arte italiana al mondo.
Le Istituzioni anche qui non sono state a guardare, anzi hanno un ruolo di primo piano: il coordinamento del progetto è stato dato al direttore della Triennale
Davide Rampello, in collaborazione con il
Comitato Italia 150 per le celebrazioni del
150esimo anniversario dell'Unità d'Italia, con il supporto della
Regione Lombardia e della
Regione Piemonte. In altre parole, partendo dalla collaborazione tra Milano e Torino, "Arte Povera" coinvolgerà amministrazioni e musei dell’intero paese. L’iniziativa poi guarda al futuro e al
contesto internazionale, prevedendo, oltre alle acquisizioni museali italiane e del collezionismo nazionale, una politica di prestiti internazionali da musei e fondazioni europee, statunitensi, giapponesi e sudamericane.
Anche in questo caso quindi tante forze in campo per dare ai progetti culturali italiani un respiro sempre meno provinciale.
Giorgia Iazzetta