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Pubblicato il: 22-01-2010

Eretici digitali, la libertà in un tradimento

Editoriale: Eretici digitali, la libertà in un tradimento
Il giornalismo e il web. E la politica, che sta in mezzo. L’uno con un grande passato, ma con un futuro incerto, l’altro con un passato quasi inesistente ma con il vento in poppa verso il futuro. E qual è il ruolo della libertà nel gioco degli opposti? Come il resto, ha imparato le regole: il giornalismo è sempre più imbavagliato dal potere degli editori e il web sembra l’unico mezzo di comunicazione ancora veramente libero. Una partita già chiusa, dopo la prima mano. Non proprio, almeno secondo Massimo Russo e Vittorio Zambardino, gli autori di Eretici digitali (Apogeo, 2010).

La tesi del libro è che il giornalismo non può e non deve scomparire, finché c’è una realtà da raccontare, e che il suo futuro non può che essere su Internet. Purtroppo la storia che ci hanno raccontato sulla Rete non è del tutto vera: anche su Internet esiste la censura, ne sono un esempio la Cina e l’Iran, e i nuovi padroni dell’economia della conoscenza non sono molto diversi dai vecchi, anzi spesso sono gli stessi.

Ma come restare liberi? Forse con un tradimento. La Rete ha sicuramente uno spazio di libertà molto più ampio di quello che attualmente ha la carta stampata, soprattutto in Italia e soprattutto oggi che la crisi sta falciando i piccoli editori. Tuttavia si sa che il potere trae vantaggio dal controllo sociale e non dalla libertà individuale e collettiva, ne segue che il controllo sociale applicato alla Rete si realizza attraverso rappresentazioni mostrificate del mezzo e delle persone che lo frequentano. Un esempio ne sono i recenti dibattiti politici in Italia su Facebook e i suoi utenti.

Del resto la situazione in cui giace il giornalismo italiano e probabilmente quello mondiale non dispiacerà a tutti, in particolare a chi ne trae profitto e spesso ai giornalisti stessi che della Rete non amano la facoltà di dare parola a tutti e soprattutto di aver minato la casta, delegando a chiunque il potere di informare.

La soluzione proposta dagli autori del libro è che il cambiamento sia possibile con un tradimento, con la voglia cioè di andare al di là del proprio orto e di lavorare per un "racconto digitale del mondo", in cui il buon giornalismo dia valore alla Rete e ne sia ricompensato in termini di pubblico e di moltiplicazione delle possibilità d’esistenza.

I due autori, Massimo Russo e Vittorio Zambardino, sono due giornalisti del Gruppo Editoriale L’Espresso, che da 15 anni scrivono sul web, il primo è direttore di Kataweb.it e il secondo è stato ideatore, curatore, publisher e oggi inviato del sito Repubblica.it. I proventi derivanti dai diritti d’autore saranno destinati a finanziare un’iniziativa di giornalismo digitale di inchiesta, in collaborazione con il Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia 2010. Le domande potranno essere inviate fino al 28 febbraio, ma dovranno riferirsi a reportage pubblicati on-line tra il primo gennaio 2009 e il 31 gennaio 2010.

Sara Sacco





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