Portale di news, eventi e idee sulla Comunicazione
HOME | BIBLIOGRAFIA | NORMATIVA | SITI DI RIFERIMENTO


Comunicatori Pubblici
Riflettori su...
N@vigando

Cerca negli articoli

Newsletter
Anno VIII 404 (03/09/2010)
Anno VIII 403 (27/08/2010)
Anno VIII 402 (06/08/2010)

Iscriviti alla newsletter

Agenda

Vi segnaliamo

Rivistando

InFormAzione

Il sito della settimana

Cultura & Marketing Territoriale

Pubblicato il: 18-12-2009

La class action arriva anche nella PA

Primo Piano: La class action arriva anche nella PA
La class action diventa realtà. Con il via libera definitivo dal Consiglio dei Ministri al decreto legislativo sulla class action nella pubblica amministrazione dal primo gennaio sarà possibile intentare cause collettive nei confronti degli enti pubblici. Il testo, dopo aver ricevuto il parere favorevole della Conferenza unificata ha incassato anche quello delle competenti Commissioni di Camera e Senato.

Ora, con l’approvazione definitiva del CdM (vedi una sintesi del decreto), cittadini e consumatori potranno rivolgersi al giudice amministrativo per chiedere prestazioni in linea con gli standard di qualità o per segnalare casi in cui ritengano di essere stati danneggiati da gravi inefficienze o tempi troppo lunghi per l’erogazione di un servizio.

La class action introdotta nella PA - che coinvolge anche le concessionarie di servizi pubblici - non prevede però risarcimenti come avviene nel caso dei ricorsi collettivi nel settore privato (e altre forme contemplate nel Codice dei Consumatori). Punta piuttosto al “miglioramento nella produzione del servizio pubblico” secondo gli intenti dichiarati dal Ministero della Pubblica Amministrazione e Innovazione, in una prospettiva di “maggiore democraticità e trasparenza per il cittadino nella gestione della cosa pubblica”. In altre parole l’idea è di correggere le eventuali storture del sistema e “qualsiasi violazione degli standard di qualità del servizio pubblico, a prescindere dalla natura pubblica o privata del soggetto che lo eroga”.

A valutare gli standard dovrebbe essere la Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche, attualmente in attesa di nomina. Per rendere più efficace questo strumento già da molto tempo atteso dalle associazioni dei consumatori, mancano però le sanzioni (vedi le critiche di Adiconsum). È possibile solo avviare procedimenti disciplinari nei confronti dei dirigenti ed enti locali successivamente a sentenze di condanna in tribunale.

È prevista una diffida preventiva alle amministrazioni che saranno coinvolte da una class action, per aggiustare il tiro ed evitarla, ma soprattutto per ripristinare il servizio secondo le esigenze e i bisogni dei cittadini.

Per saperne di più visita la pagina dedicata sul sito del Ministero.

Gi. Lo.


Articoli correlati appartenenti alla sezione: Primo Piano

[24-08-2010] Buoni vacanze Italia: si riparte

[06-08-2010] Presentata la proposta di riforma della Legge 150/00

[30-07-2010] Nuove figure professionali e importanti novità. Le linee guida per i siti della PA

[23-07-2010] Meno allarmismo e più responsabilità. L'Osservatorio Carta di Roma su media e immigrazione

[13-07-2010] I media tra crisi e trasformazione



Articolo presente nel numero: Anno VII 373 (18/12/2009)

Auguri di Buon Natale da ComunicatoriPubblici.it

Verso il Forum della Comunicazione digitale

Arte Fiera Art First 2010, Bologna galleria a cielo aperto

Siglato il Patto per la Salute: parola alle Regioni

Green Economy: l’innovazione si tinge di verde


amministrazioni beni buoni commissione comunicazione concorso dovranno iscriversi italia master ministero necessario partecipare portale potranno premi premio progetto programma pubblica pubbliche raccolta servizi siti


AVVISO - Ai sensi dell'art.1, comma 1 del decreto-legge 22 marzo 2004 n.72, come modificato dalla legge di conversione 21 maggio 2004 n.128. Le opere presenti su questo sito hanno assolto gli obblighi derivanti dalla normativa sul diritto d'autore e sui diritti connessi. La riproduzione, la comunicazione al pubblico, la messa a disposizione del pubblico, il noleggio e il prestito, la pubblica esecuzione e la diffusione senza l'autorizzazione del titolare dei diritti è vietata. Alle violazioni si applicano le sanzioni previste dagli artt. 171, 171-bis, 171-ter, 174-bis e 174-ter della legge 633/1941"