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Pubblicato il: 18-12-2009 La class action arriva anche nella PA![]() Ora, con l’approvazione definitiva del CdM (vedi una sintesi del decreto), cittadini e consumatori potranno rivolgersi al giudice amministrativo per chiedere prestazioni in linea con gli standard di qualità o per segnalare casi in cui ritengano di essere stati danneggiati da gravi inefficienze o tempi troppo lunghi per l’erogazione di un servizio. La class action introdotta nella PA - che coinvolge anche le concessionarie di servizi pubblici - non prevede però risarcimenti come avviene nel caso dei ricorsi collettivi nel settore privato (e altre forme contemplate nel Codice dei Consumatori). Punta piuttosto al “miglioramento nella produzione del servizio pubblico” secondo gli intenti dichiarati dal Ministero della Pubblica Amministrazione e Innovazione, in una prospettiva di “maggiore democraticità e trasparenza per il cittadino nella gestione della cosa pubblica”. In altre parole l’idea è di correggere le eventuali storture del sistema e “qualsiasi violazione degli standard di qualità del servizio pubblico, a prescindere dalla natura pubblica o privata del soggetto che lo eroga”. A valutare gli standard dovrebbe essere la Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche, attualmente in attesa di nomina. Per rendere più efficace questo strumento già da molto tempo atteso dalle associazioni dei consumatori, mancano però le sanzioni (vedi le critiche di Adiconsum). È possibile solo avviare procedimenti disciplinari nei confronti dei dirigenti ed enti locali successivamente a sentenze di condanna in tribunale. È prevista una diffida preventiva alle amministrazioni che saranno coinvolte da una class action, per aggiustare il tiro ed evitarla, ma soprattutto per ripristinare il servizio secondo le esigenze e i bisogni dei cittadini. Per saperne di più visita la pagina dedicata sul sito del Ministero. Gi. Lo. |
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