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Pubblicato il: 09-11-2009

Esperienze partecipative: i protagonisti raccontano…

La parola a...: Esperienze partecipative: i protagonisti raccontano…
La partecipazione dei cittadini alle decisioni pubbliche come rimedio alla frattura fra governanti e governati. Questo il tema approfondito nel corso del convegno “Partecipazione civica: opportunità e rischi di una sfida” svoltosi a COM-PA. Il convegno si è aperto con una riflessione sul concetto di democrazia partecipativa di Marco Almagisti, docente di Scienza Politica presso l'Università di Padova, ed è proseguito con gli approfondimenti di Giovanni Moro, docente di Sociologia dei fenomeni politici Università di Macerata e presidente Fondaca, sulle modalità e le problematiche connesse alle pratiche di attivismo civico che vedono protagoniste le associazioni di cittadini. In questa sede presentiamo il quadro di esperienze di eccellenza in Italia emersi nella mattinata.

La legge sulla partecipazione della Toscana

All'avanguardia su questo tema è, dal punto di vista legislativo, la Regione Toscana, che ha approvato nel 2007 la legge 69 sulla partecipazione. Questa legge è stata presentata durante il convegno da Rodolfo Lewanski, docente di analisi delle politiche pubbliche e Autorità per la partecipazione della Toscana, come “uno dei primi tentativi di istituzionalizzare la partecipazione, probabilmente la prima legge al mondo. La partecipazione prevista dalla legge non è un esercizio simbolico, ma diventa parte fondamentale del processo decisionale”. La legge 69 ha istituito l’Autorità, scelta in modo super partes e quindi con un ruolo neutrale. Il suo compito, come sottolineato da Lewansky, va al di là del solo finanziamento dei  progetti, offrendo anche un “sostegno metodologico che punta alla qualità dei progetti da realizzare. Lo scopo della legge è dar voce al cittadino comune che generalmente non ha modo di farsi sentire, diversamente dalle lobby”.


Il dibattito sulla gronda di Genova

Il convegno ha offerto anche la testimonianza su un caso concreto di progetto partecipativo: il dibattito sulla gronda di Genova. Si tratta del primo esperimento in Italia di dibattito civico su una grande opera infrastrutturale basata sul modello dei dèbat francesi. Il dibattito su cinque proposte di tragitto è stato affidato ad una commissione indipendente. A ripercorrere le tappe del dibattito è intervenuta Eleonora Parlagreco dell' Unità Organizzativa Complessa Partecipazione e Tempi della Città del  Comune di Genova .“Il primo obiettivo - ha ricordato la dott.ssa Palagreco - è stato quello di dare ai cittadini un’informazione completa sul progetto attraverso un depliant e il portale dell’Urban center di Genova dove è stato attivato anche un forum.  Alla fine del dibattito si è votato per una proposta finale che è risultata migliorativa rispetto a quelle presentate inizialmente. Una proposta che prevede un minor impatto sul territorio. Il nuovo tracciato emerso nel dibattito è stato approvato dal consiglio comunale”.

L’uso della rete: il caso Umbria

Durante il convegno si è anche discusso sull'apporto della rete ai processi partecipativi. Su questo punto si è espresso Nicola Biancucci del Settore comunicazione istituzionale del Consiglio regionale dell'Umbria il quale ritiene che “gli strumenti elettronici  sono più utili per l’informazione che per la partecipazione. Per la partecipazione sono molto più utili le attività sul territorio”. La soluzione proposta dal Consiglio regionale dell’Umbria e presentata da Biancucci durante il convegno è un esempio di  informazione sugli atti consiliari pensata per essere fruibile al cittadini: “L' accesso semplificato permette di arrivare con facilità all’atto. Una volta trovata la proposta di legge, c’è una scheda riassuntiva che concentra tutto ciò che è stato elaborato a riguardo. La scheda offre quindi un approfondimento ma anche bibliografia, rassegna stampa e news dall’ufficio stampa. I cittadini possono poi registrarsi e scrivere proposte e commenti”.

E-democracy o e-partecipation: il caso Emilia Romagna

La Regione Emilia Romagna ha dedicato un portale all'e-democracy: partecipa.net, nonché il progetto Io Partecipo. A presentare i due progetti è stata Sabrina Franceschini del Servizio sistemi informativi per la comunicazione pubblica delle Regione Emilia-Romagna,  che ha voluto fare un distinguo fra i concetti di e-democracy e e-partecipation: “L’e-partecipation è l’attivismo civico in rete, che si svolge a prescindere dalle amministrazioni. A mio avviso la soluzione non è includere a forza i soggetti ma l’importante, per le amministrazioni, è rimanere in ascolto e non ignorarli.  Occorre essere trasparenti e saper ascoltare”.

Maura Feliziani




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