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Pubblicato il: 05-11-2009 Digitalizzazione nelle Asl: i casi di Bologna e Trento“Diverse sono le spinte verso un approccio paperless da parte delle aziende sanitarie: la dimensione del processo, il progressivo accorpamento delle aziende sanitarie distribuite sul territorio, l’attivazione di portali di e-procurement, afferma Lorenzo Montermini, Direttore tecnico di GPI. “I vantaggi vanno da una riduzione dei costi e degli errori, all’automatizzazione fino alla visibilità dei flussi aziendali, particolarmente rilevante in Asl con diverse divisioni territoriali”. Paola Bardasi, Direttrice del Dipartimento Amminsitrativo dell’Usl di Bologna ha spiegato la scelta della digitalizzazione: “La nostra Usl è al più grande in Italia, nata nel 2004 dall’accorpamento di tre Asl, con 9 ospedali, 2000 posti letto e sei distretti. Nel 2008 abbiamo scelto di sperimentare la digitalizzazione delle fatturazioni. È ancora presto per fare un bilancio, ma alcuni vantaggi si possono già vedere: innanzitutto una riduzione del 10% del cartaceo nel primo semestre, risultato che permette di risparmiare risorse che possono essere destinati ai servizi sanitari.” Bardasi sottolinea poi come rilevante sia “la riduzione di errori e di smarrimento di fatture”. Per Franco Mattedi del Servizio Bilancio e Contabilità dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari “la digitalizzazione è il futuro: le aziende che non si adeguano rischiano di rimanere fuori mercato. La Apss di Trento è stata la prima azienda sanitaria in Italia a digitalizzare le fatturazioni. Un sistema adottato ormai da quattro anni e che Mattedi giudica in modo positivo: “ Il vantaggio è avere tutto in sistema: non si perde nulla, il data entry e il controllo delle fatture sono molto più veloci”. Maura Feliziani |
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