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Pubblicato il: 07-10-2009 Renzo Piano: l’architettura è un linguaggio corsaro![]() Anzitutto è stato chiesto a Piano un giudizio sulle difficoltà per lavorare oggi in Italia e lui ha risposto che è molto difficile progettare opere nel nostro Paese. C’è una burocrazia molto pesante, che rende difficilissimo progettare e realizzare interventi innovativi; non si tratta tanto di norme tecniche più restrittive che altrove quanto di profonda incertezza che condiziona chi deve costruire. I concorsi internazionali di architettura rappresentano secondo Renzo Piano uno strumento fondamentale per alzare la qualità della progettazione architettonica. Ma in Italia se ne fanno troppo pochi e, quel che è peggio, quando si fanno non sempre poi si realizzano i progetti. All’estero invece i concorsi sono uno strumento consolidato per progettare le opere più importanti. Ricorda Piano che moltissimi dei suoi lavori nascono da concorsi internazionali; il Beaubourg fu il felice esito di una serrata gara tra tantissimi e qualificati progettisti, per esempio. C’è una profonda attenzione di Piano ai temi dell’ecologia, dell’ambiente, ma le tecnologie devono produrre sempre e comunque un linguaggio, una poesia, debbono comunicare a chi guarda un’idea estetica del progetto. Poiché la platea era gremita, tra gli altri, di giovani aspiranti architetti, Piano non ha lesinato consigli e indicazioni sulla professione. Una su tutte: viaggiare, sempre e comunque. "Vedere luoghi, contaminarsi con idee e culture di ogni parte del mondo". Questo è stato essenziale fin dall’inizio per creare respiro innovativo nei suoi progetti. Questo ancora oggi è indispensabile per chi vuole intraprendere "questa affascinante avventura che è l’architettura". L’altra suggestione consegnata ai giovani è quella del valore della ribellione. Attraverso la ribellione si impara, si conosce, si sviluppa una propria e originale identità progettuale. Ecco perché l’architettura è una poesia ed ecco perché l’architettura è “una rapina” e un’impresa corsara. E Renzo Piano resta più che mai un inquieto viaggiatore della nostra epoca. Marino Cavallo |
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