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Pubblicato il: 10-07-2009 La Serenissima città digitale: intervista a Michele VianelloIn che cosa consiste il progetto “Cittadinanza digitale” e con quali iniziative lo avete presentato ai cittadini? Lo scopo del progetto è dare un’identità digitale a tutti i veneziani. L’altro scopo è garantire il diritto all’accesso alla rete, grande nuovo diritto di cittadinanza. Terzo obiettivo è quello di accrescere la competitività della città da un punto di vista economico, perché è la rete ciò che fa la differenza fra aree urbane. Si tratta di una nostra scelta, il fatto di dotarci di rete a banda larga di proprietà dell’amministrazione pubblica: questa è stata la base sulla quale abbiamo innescato tutto il processo. Il wi-fi day, festa che ha presentato la novità alla città, è servito per far toccare con mano ai residenti la potenzialità e l’uso della rete, ovvero la possibilità di accesso in svariate aree pubbliche alla rete wi-fi. Il processo è ormai partito e anzi si allargherà sempre più. Il wi-fi day è stato preceduto dalla registrazione on line da parte dei “cittadini digitali”, che hanno ricevuto userID e password. Atto primo è stata la campagna che ha indotto, nel periodo precedente, i cittadini ad “iscriversi alla rete”. Nel corso del wi-fi day abbiamo fatto su e giù per il Canal Grande con un battello, trasportando cittadini, blogger e giornalisti (il BateoCamp). Poi, la sera, è partita la caccia al tesoro on line (il whaiwhai una caccia al tesoro con cellulare, smartphone o lap top per inseguire una leggendaria meraviglia nascosta nella città) e il processo di introduzione del wi-fi è stato ufficialmente aperto. Il progetto ha visto un alto investimento economico, poiché la banda larga prevede scavi e l’installazione di cavi. Venezia è la città turistica per eccellenza. In che modo una rete veloce, accessibile a tutti, può contribuire anche a gestire meglio i flussi, decongestionare la città e in generale a migliorare la qualità della vita di residenti e turisti? D’accordo con il medialab del MIT di Boston e IBM, stiamo predisponendo una nuova generazione di guide interattive on line (progetto TagMyLagoon). La rete è il luogo dove risiedono le nuove guide, le nuove conoscenze. On line il turista può scaricare direttamente a casa sua o quando viene a Venezia, tutte le applicazioni, tutti i device che gli servono per girare in modo virtuale la città e conoscerla. Questa è la parte forse più interessante e applicativa dei contenuti che mettiamo a disposizione. Utilizzerete il nuovo mezzo per espandere i processi partecipativi e mettere maggiormente in relazione Comune e cittadini? Ci sono altri progetti partecipativi in cantiere per i prossimi mesi? Noi in realtà siamo già partiti mettendo in pista software con modalità 2.0, costruiti intorno alla partecipazione da parte dei cittadini prima che alla struttura organizzativa dell’ente. Visitando il sito del Comune di Venezia, nella parte web 2.0 (www.veniceconnected.com), è possibile trovare una serie di applicativi di rete: ad esempio tutta la parte della manutenzione urbana è già in rete, è interattiva e in modalità 2.0. Partirà ora anche la partita della “e-petition”. È evidente che stanno uscendo sempre più progetti di questo tipo, perché la rete, riteniamo, dovrebbe diventare il principale momento di comunicazione tra cittadini e PA. Certamente, restiamo convinti che i contenuti facciano la differenza. Sulla base della sua esperienza di amministratore, quali difficoltà emergono in genere al momento di dare spazio alle istanze e alla voce della popolazione? Francamente non abbiamo incontrato molte difficoltà. Ciò sta a dimostrare che quando si mettono a disposizione dei cittadini strumenti di partecipazione avanzati, alla fine tutti rispondono. Io sono stato un teorico dei blog e dell’interlocuzione diretta con le amministrazioni e devo dire che non ho avuto eccessivi problemi. Noi ci rivolgiamo a tutte le fasce di popolazione, a tutti: al di là di ciò che si pensa, ho trovato dappertutto risposta, non solo dai giovani, né solo dai "nativi digitali". Gaia Tomasi |
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