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Pubblicato il: 02-07-2009

Un progetto italiano dietro il museo virtuale dell’Iraq

Cultura & Marketing Territoriale: Un progetto italiano dietro il museo virtuale dell’Iraq
L’Iraq vanta una ricchezza archeologica unica: migliaia di oggetti che ci raccontano delle civiltà che fiorirono nel corso dei secoli in Mesopotamia e rappresentano un patrimonio dell’umanità. Reperti preziosi che per decenni furono custoditi nel Museo nazionale dell'Iraq a Baghdad, fondato nel 1923, fino al saccheggio avvenuto durante la guerra nell’aprile del 2003. In quei giorni, dal museo incustodito, furono trafugate circa 15mila opere (di cui 4mila sono state recuperate) e molte subirono seri danneggiamenti. Il museo ha riaperto, seppur parzialmente, nello scorso febbraio dopo una fase di restauro ma, data la difficile situazione in cui versa il paese, può essere comprensibilmente visitato solo dagli iracheni.

Il museo virtuale dell’Iraq

Oggi, grazie ad un progetto italiano, è possibile ammirare il patrimonio artistico iracheno senza doversi recare a Baghdad. Il Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche) ha dato vita, infatti, al museo virtuale dell’Iraq. Il museo, disponibile in tre lingue (italiano, inglese e arabo), raccoglie complessivamente 70 reperti (40 con ricostruzione 3D), 22 filmati e 18 elaborazioni grafiche di siti archeologici. Una delle opere “esposte” è il vaso rituale di Uruk che durante il saccheggio fu fatto a pezzi: nel museo virtuale esso viene ricostruito in 3D partendo proprio dai suoi frammenti. Non si tratta quindi di un semplice catalogo virtuale di opere ma di un vero sito interattivo in cui l’utente può esplorare le otto sale predisposte, ognuna incentrata su un periodo storico (preistoria, periodo sumerico, accadico, neosumerico, assiro, babilonese, achemenide e seleucide e infine islamico).
Ogni reperto è accompagnato da una scheda informativa, da una pagina in cui si “esplora” tridimensionalmente l’opera e, in alcuni casi, anche da un filmato in cui si contestualizza l’oggetto nel periodo storico.

Il museo di Baghdad risorge grazie all’Italia

L’iniziativa nasce da un protocollo d'intesa stipulato nel dicembre 2005 tra il Ministero degli Affari Esteri e il Consiglio Nazionale delle Ricerche. La realizzazione, avvenuta con il sostegno della Direzione generale per il Mediterraneo e Medio Oriente (Dgmm) della Farnesina e del Ministero per i Beni culturali, ha richiesto due anni di lavoro e la collaborazione un centinaio di esperti tra ricercatori, redattori scientifici, tecnici informatici e archeologi. Questo progetto si inserisce in una più ampia azione di collaborazione con Baghdad che ha portato l’Italia ad assumere un ruolo chiave nel restauro e la riapertura delle strutture del Museo Nazionale dell'Iraq. Collaborazione che porterà al recupero completo del museo e un aiuto per la conservazione del patrimonio e la gestione del sistema museale attraverso la fornitura di tecnologie avanzate.

M.F.




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