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Pubblicato il: 22-05-2009

L’altra PA nel IX Rapporto PiT Servizi

Editoriale: L’altra PA nel IX Rapporto PiT Servizi
Nei confronti della Pubblica Amministrazione i cittadini risultano sempre molto critici. E ne hanno spesso ragione. Due esempi tra tutti: rimborsi Irpef attesi anche 6 anni invece dei 4 indicati come limite massimo; o permessi di soggiorno rilasciati a Roma dopo 5 anni anziché i previsti 90 giorni. Superano il 19% del totale le lamentele dei cittadini sulla PA: lo rileva Cittadinanzattiva, il movimento nato nel 1978 per promuovere e tutelare i diritti dei cittadini, che ha presentato ieri mattina, alla presenza del ministro Renato Brunetta, il IX Rapporto PiT Servizi 2008 dal titolo eloquente “I consumatori pagano il conto”.

Le telecomunicazioni si confermano per il terzo anno in testa ai servizi più criticati dai cittadini, ma la vera emergenza riguarda l’erogazione dei servizi pubblici locali (+171% di reclami rispetto al 2007), a causa soprattutto della gestione poco trasparente del servizio idrico. Male anche per i servizi generici della PA: i trend maggiormente in ascesa li troviamo nel settore dell’energia (+39%), dei servizi bancari (+63%) e postali (+88%). Ormai rassegnati i pendolari, stanchi anche di protestare (-27% i dati riguardanti il trasporto).

Il Rapporto è frutto della analisi delle segnalazioni che gli utenti hanno rivolto nell’ultimo anno al Pit Servizi, sportello che fornisce gratuitamente informazione, consulenza ed intervento per la tutela in materia di servizi di pubblica utilità: dai trasporti alle telecomunicazioni, dai servizi bancari a quelli postali e assicurativi, dalle utenze domestiche (acqua, luce e gas) ai servizi pubblici locali.

Al volto determinato del ministro Brunetta, quindi, che ha da poco incassato il via libera del governo alla sua “riforma rivoluzionaria” il rapporto Pit Servizi mette in luce “l’altra faccia della Pubblica Amministrazione”, al secondo posto nella classifica recriminatoria, con quasi un 20% di critiche.

Il dossier (scaricabile on line compilando il form) denuncia la violazione di due diritti fondamentali per uno Stato che voglia operare in trasparenza: gli italiani si sentono poco e male informati e ritengono che manchi una tutela dei propri interessi legittimi. Sono arrabbiati soprattutto per le multe. Anche il fisco, le pratiche amministrative e il welfare raccolgono una lunghissima e dettagliata serie di insulti: cartelle esattoriali indecifrabili, un cambio di residenza ottenuto in 223 giorni, un parcheggio per disabili sospirato per 200 giorni quando doveva arrivare in un mese, un canone Rai troppo oneroso, documentazioni sterminate per ottenere le agevolazioni fiscali e ritardi insopportabili per un passaggio di proprietà.

 “Il cittadino ha pochissimi strumenti per difendersi da servizi che non funzionano e che spesso non rispettano né impegni né leggi”, ha dichiarato Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva. “Solo considerando il cittadino come uno degli agenti che concorrono a cambiare il sistema, la PA potrà vincere la sfida di uscire dall'autoreferenzialità. Da più parti si sente finalmente dire che la PA è troppo importante perché possa essere lasciata da sola, ora è bene tradurre questa affermazione nel concreto, coinvolgendo i cittadini nei nuclei di valutazione e in attività di audit civico, la vera novità che ci aspettiamo dal ministro Brunetta. Non a caso, le lamentele dei cittadini confermano l’inadeguatezza delle attuali modalità di valutazione della qualità dei servizi erogati dalla PA”.

Se è vero che negli ultimi anni il rapporto tra cittadino e PA è stato sensibilmente modificato dalle innovazioni legislative, che c’è maggiore trasparenza e che vi è stata una reale semplificazione del sistema normativo e delle certificazioni amministrative, rimane comunque la netta sensazione che ci sia ancora tantissimo lavoro da fare.

Elisabetta Ruggeri




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