Pubblicato il: 27-06-2008

Le regioni spendono in ICT circa 17 euro per ogni cittadino, di cui 5 per la sanità, ma si tratta solo di una media, perché la spesa tocca gli 11 euro solo nelle regioni del nordovest, che rispetto al nordest, al centro e al sud puntano molto di più sui possibili vantaggi applicativi delle Information and Communication Technologies. In tutto sono quasi 300milioni di euro gli investimenti di Regioni e Province Autonome in ICT per la sanità nel nostro territorio nazionale. E questo è uno dei dati più significativi del Rapporto Netics presentato a Roma il 23 giugno.
Sono il risparmio e l'efficienza amministrativa i maggiori vantaggi che l'investimento in IT e ICT può portare a livello locale e nazionale.
Interoperabilità, integrazione tra sistemi aperti e riuso sono infatti alla base del processo di digitalizzazione della PA italiana, in un quadro in cui la sanità può ottenere significativi vantaggi in termini economici e di efficienza. Si pensi all'integrazione tra l'anagrafe degli assistiti e degli assistibili e le basi dati tributarie regionali nate dal processo di decentramento a cui si aggiungono le anagrafi demografiche.
Un sistema di complementarietà e condivisione dei data base pubblici è essenziale per definire caratteristiche degli interventi di assistenza e aventi diritto, garantendo equità e controllando la spesa, che si tratti di duplicazione delle prestazioni, controllo delle prescrizioni di farmaci, o valutazione qualitativa dell'attività del personale sanitario e socio assistenziale, con i vantaggi in termini di motivazione ma anche di moralizzazione che un controllo corretto, qualitativo e non quantitativo, permette di ottenere.
Ma vediamo qualche dato in più estrapolato dal Rapporto Netics. Le Regioni sono infatti a tutti gli effetti dei "top spender" in ICT, con una spesa che supera il miliardo di euro, includendo l'innovazione ICT in sanità. Le nuove tecnologie non costituiscono solo una spesa, come si sarebbe portati a credere ma, come evidenzia il rapporto, possono essere trasformate da "centro di costo a centro di facilitazione del ricavo" grazie alla maggiore efficienza raggiunta con razionalizzazione, digitalizzazione dei processi e al controllo di gestione che ne deriva.
La spesa totale si attesta sui 1.124.975.000 euro, inclusa la sanità. Un dato considerevolmente sbilanciato sulle regioni del nordovest che investono da sole 437 milioni di euro tra IT e ICT, contro, per esempio, i 260 milioni del nordest, i 164 del centro e i 262 di sud e isole.
Del totale, sono ben 298.000.000 gli euro spesi per la sanità, con una ripartizione ancora prevalente al nord ovest, che spende 173 milioni contro gli 48 del nord est, i 24 del centro e il 51 del sud. Grandi valori distribuiti in modo non omogeneo, ma che letti in termini di investimento sul singolo cittadino significano 17 euro spesi mediamente in ICT, di cui 5 per la sanità, che diventano però 11 nelle regioni del nordovest. Qui come abbiamo visto, il valore dell'investimento nel settore è molto più ampio, ed è nel nordovest che si concentra anche la spesa pro capite in ICT, 26.5 euro a cittadino, contro il minimo di 11.2 del centro, dei quali solo 1.8 per l'innovazione nel settore sanitario. Il sud con le isole in questo senso investono complessivamente un po' di più con 12 euro, di cui 2.6 per sanità.
Interessante anche il raffronto tra regioni a statuto ordinario e a statuto speciale. Nel primo caso su 1694 euro spesi per cittadino in sanità, 3.41 vanno in investimenti ICT nel settore, mentre nel secondo la quota è di 19.9 sugli oltre 1880. Un investimento in innovazione piuttosto alto, a fronte di una spesa che presenta nel confronto uno scarto complessivo piuttosto ridotto.
La Sanità costituisce dunque una voce di spesa significativa e in continua crescita proprio per lo spazio di innovazione ancora tutto da colmare che il sistema presenta. Anche i dati del rapporto, suddivisi per funzioni amministrative e istituzionali conferma questa tendenza, attestandosi al 30% pari a 305.500 milioni del valore complessivo di spesa IT/ICT dopo funzioni di struttura come la gestione degli organi istituzionali, intranet, finanza contabilità e gestione risorse, gestione siti web.
Maria Costanza Candi