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Pubblicato il: 26-06-2008

Amministrare con i cittadini, viaggio tra le esperienze

Rivistando: Amministrare con i cittadini, viaggio tra le esperienze

Aprire un forum sul sito e ascoltare qualche comitato per proclamarsi amministrazione aperta all'ascolto del cittadino è fin troppo semplice. Cosa distingue invece un ente pubblico che fa auto-promozione da una amministrazione che desidera invece avviare esperienze di partecipazione serie e meditate in cui il coinvolgimento dei cittadini non sia puramente rituale, ma concreto? Dagli incontri pubblici ai portali di e-democracy, dall'urbanistica partecipata alle nuove politiche sanitarie: gli ambiti tematici nei quali coinvolgere i cittadini possono essere diversi, tantissimi, e si avvalgono di metodi di varia natura.


Un ricognizione generale su quanto si sta muovendo in Italia su questo terreno è fornita dall'ultimo manuale di CantieriPA, "Amministrare con i cittadini. Viaggio tra le pratiche di partecipazione in Italia" (Rubbettino), che traccia un bilancio critico, necessariamente provvisorio, delle esperienze di partecipazione avviate in Italia, raccogliendo e analizzando dettagliatamente diciotto casi di studio esemplari.


Non c'è pretesa da parte degli autori di costituire un campione statisticamente rappresentativo della pratiche partecipative: troppo arduo sarebbe censire tutto l'universo delle PA italiane. Quelle scelte sono indubbiamente ottime pratiche ma non è detto siano le migliori, tanto meno le uniche. Magari sono le più recenti, quelle concluse con dei risultati significativi.


"In realtà il nostro obiettivo - si legge nell'introduzione di Luigi Bobbio - non è quello di segnalare buoni esempi, ma quello di indagare sui meccanismi e le modalità della partecipazione: che cosa si fa, come, con chi; di esplorare somiglianze e differenze; di mettere in luce i metodi adottati e di valutarne i punti di forza e i punti di debolezza".


Ne esce una cassetta degli attrezzi, un'analisi critica che permette di fare qualche passo avanti nella conoscenza delle pratiche partecipative che funzionano e dà nello stesso tempo alle pubbliche amministrazioni la possibilità di 'copiare' altre esperienze, in un terreno di scambi e  fertilizzazioni reciproche.

La ricchezza di questo serbatoio è data anche, come si diceva, dai numerosi ambiti toccati. Si sa che le pratiche di partecipazione sono nate soprattutto attorno agli interventi di riqualificazione urbana, ma nel libro si parla anche di altro. Due casi riguardano le politiche sanitarie (Imola e Regione Lazio), due casi si riferiscono alla scelte di bilancio di un comune (Pieve Emanuele) e di una regione (la Regione Lazio). Altre esperienze riguardano l'impostazione di progetti integrati per lo sviluppo locale (Regione Sardegna), la definizione di misure contro l'inquinamento da traffico urbano (Vercelli), la formulazione del capitolato per le mense scolastiche di un comune (Terni), la creazione di un marchio di qualità per un piccolo comune di grande importanza culturale e turistica (San Gimignano), lo sviluppo di stili di vita e di consumo sostenibili (Venezia), le proposte per la programmazione europea di una regione (Puglia) e, infine, l'elaborazione di una legge regionale (Toscana).

Tutto questo per dimostrare che amministrare con i cittadini si può. Che per i governanti la partecipazione è una risorsa, un valore aggiunto e non una perdita di tempo o un avventato esporsi alla peggiori critiche, come tanti amministratori continuano a vederla.


Il volume, risultato delle attività dell'Osservatorio sulla modernizzazione, è stato realizzato dal Dipartimento di Studi Politici dell'Università di Torino. La stesura del testo è stata curata da Luigi Bobbio, con la collaborazione di Miriam Baro, Matteo Bassoli, Laura Cataldi, Rodolfo Lewanski, Andrea Pillon, Serenella Paci, Paola Pellegrino, Gianfranco Pomatto e Stefania Ravazzi. È disponibile in pdf sul sito di CantieriPA.


Giorgia Iazzetta



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