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Pubblicato il: 28-05-2009 Telecardiologia pediatrica all’ospedale Brotzu di Cagliari![]() Progetti di TelemedicinaLa Regione, attraverso il programma Sisar (Sistema Informativo Sanitario Integrato Regionale) sta attivando una serie di investimenti materiali e immateriali che hanno come finalità, fra le altre cose, anche l’avvio della telemedicina e la continuità del servizio con l’integrazione in rete dei professionisti sanitari. Una collaborazione scientifica fra l’Azienda Ospedaliera “G. Brotzu” di Cagliari con il suo ospedale di alta specializzazione e il CRS4 (Centro di Ricerca, Sviluppo e Studi Superiori della Sardegna) di Pula (Ca) iniziata nel 2006, ha consentito di elaborare un prototipo per la Cardiologia Pediatrica.L’applicazione più importante nel campo della cardiologia pediatrica è rappresentata dalla trasmissione delle immagini ecocardiografiche per effettuare una diagnosi a distanza. Il prof. Roberto Tumbarello, direttore al “Brotzu” di tale reparto, afferma che la percentuale di pazienti affetti da cardiopatie congenite in Sardegna è più alta di quella che si registra in altre regioni italiane probabilmente per ragioni connesse all’insularità. A volte si riscontrano neonati che possono presentare sintomi di questa patologia nelle varie parti dell’isola sprovviste di una consulenza specialistica, e allora il dilemma è sapere in tempi rapidi cosa fare e se del caso avviare un tempestivo ricovero ospedaliero. Trasportare un neonato potrebbe causare ulteriori danni, aspettare che sopraggiunga lo specialista, magari dall’Ospedale “Brotzu”, rischia di far perdere molto tempo, troppo. La diagnosi a distanzaLa soluzione è la diagnosi a distanza. Presidi sanitari posti all’opposto dell’isola che comunicano e diagnosticano. Un semplice strumento medico, l’ecografo e un tecnico ospedaliero che attraverso un’interfaccia web consente la visualizzazione dello stream. Lo specialista, grazie alla ripresa in diretta del paziente sotto esame, ha la possibilità di dare indicazioni all'ecografista su come e dove posizionare la sonda. Il medico ha quindi davanti agli occhi l’immagine della possibile patologia ripresa da webcam e sulla base di questa valuta il da farsi. “Esame cardiologico nella norma”: il responso è ottimo! Tutti tirano un sospiro di sollievo, la famiglia ha appreso molto rapidamente il buon esito: nessun inutile e lungo viaggio con tanta ansia addosso. La privacy del malato è garantita perché la visualizzazione può avvenire solo per mezzo di password, cifratura dei dati e controllo dell’indirizzo IP preventivamente autorizzato (più dettagli sulla tecnologia a questo link).La Regione sta investendo notevoli risorse per la creazione delle infrastrutture di rete e questa metodologia di consulto potrebbe estendersi in tutto il territorio e per altre patologie. La strumentazione necessaria (video server, accesso ad internet ecc.) la rende estremamente conveniente dal punto di vista dei costi. Attualmente la sperimentazione sta avvenendo anche presso l’Ospedale Nostra Signora della Mercede di Lanusei, capoluogo della Provincia dell’Ogliastra, il Presidio Ospedaliero Macciotta dell’Asl n. 8 di Cagliari, con il prof. Tumbarello, sta sviluppando un’attività formativa per costruire dei team capace di un dialogo comune e di un trasferimento di know-how anche in altri presidi sanitari. Tre domande a… Abbiamo posto al prof. Tumbarello che insieme agli esperti del CRS4, tra cui il dott. Riccardo Triunfo, ha introdotto con successo questa diagnosi collaborativa, alcune domande sul valore e i risultati di questa sperimentazione. D: Come è stata percepita questa innovazione nell’ambiente ospedaliero? R: L’accoglienza da parte del personale sanitario e dei pazienti, dopo un iniziale e comprensivo scetticismo sull’effettiva possibilità del sistema, si è rivelata entusiastica. Ha infatti indotto un duplice beneficio: i cardiopatici gravi vengono diagnosticati e trasferiti tempestivamente ad un centro di terzo livello; mentre se la patologia non è riscontrata, si evita un trasferimento non necessario e potenzialmente dannoso. Per di più c’è un risparmio di personale e mezzi. D: Cos’è cambiato sul piano culturale e organizzativo? R: Si sono create le basi per un trasferimento di conoscenze che porterà il personale sia del centro “remoto” che quello di riferimento ad acquisire un linguaggio comune, con tempi di apprendimento molto rapidi, favoriti da un training “attivo”. Ciò consentirà in breve tempo al centro periferico di essere autonomo per molte patologie, con la sicurezza di poter disporre di un consulto remoto per i casi più complessi. Il fatto poi di poter accedere ad una “seconda opinione” da altri centri specialistici, potrà far acquisire una mentalità internazionale estremamente stimolante. D: Il servizio potrà migliorare il rapporto qualitativo fra il mondo sanitario e l’utenza? R: Senza dubbio, il servizio è stato molto positivo e a supporto di ciò, visto ancora che siamo in fase di rodaggio, cito esperienze pregresse in Canada e nell’Irlanda Del Nord. Questa “virtualizzazione” della medicina sembra indurre nei pazienti una maggiore fiducia nei confronti del personale medico ed infermieristico e una più puntuale osservazione da parte di questi delle esigenze dei pazienti e delle loro famiglie. Dalle parole di un esperto come il prof. Tumbarello sembra davvero che il tempo sia maturo per il passaggio dalla sanità elettronica alla salute in rete. Stefano Pierini |
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